Menu principale:
|
287 |
|
5,7 |
|
1.40 |
Una breve passeggiata tra storia e ambiente naturale.
Dall'Albergo Magrini, al bivio Pandolfi, si sale al Castello di Genga per la vecchia strada superando una piccola valle alle spalle dell'albergo stesso, fino a raggiungere una scalinata in cemento che scende dal parcheggio adiacente il Castello. Al primo gradino girare a sinistra per prendere il largo, panoramico, sentiero pianeggiante fino all'incrocio con la strada che sale, a mezzacosta, all'abitato di Monticelli. Oltrepassare la piccola frazione su strada asfaltata e, superata l'ultima abitazione, prendere la carrareccia al centro del paese che sale a monte, attraverso il bosco, fino a raggiungere il valico che separa il Colle Bertone ed il Monte Piano. Dal valico, che delimita la Valle Scappuccia, procedere a destra per la comoda carrareccia e superato il versante Nord di Monte Piano, poco prima di arrivare all'abitato di Capo la Villa a metà della ripida discesa, girare secco a sinistra ad imboccare un bel sentiero a tornanti che, attraverso un fitto bosco, scende all'interno della verde valle. Sul fondovalle, il sentiero costeggia ed interseca in più punti il torrente, per arrivare allo spettacolare androne che delimita, a bordo strada, questo piccolo indimenticabile angolo di Parco.
Valle Scappuccia, un gioiello custodito in uno scrigno di calcare.
Le pareti di Valle Scappuccia emergono quasi a sorpresa dai terreni più teneri e recenti che ne bordano la struttura, riproponendo in scala estremamente ridotta una situazione simile a quella di altre e ben maggiori gole della dorsale marchigiana. Complice la natura calcarea del substrato, rialzato da importanti faglie rispetto ai terreni circostanti, il torrente ha eroso in modo spettacolare la sua valle. Sulle pareti della sinistra idrografica, costituite da rocce della formazione della Maiolica dalla stratificazione relativamente sottile e marcata, hanno avuto origine morfologie varie e suggestive. A tratti verticali si alternano ripidi pendii interrotti da guglie e pinnacoli. In prossimità dello sbocco orientale della valle, il torrente ha attraversato la formazione del Calcare Massiccio, roccia più compatta e meccanicamente resistente, approfondendo il suo corso in una stretta forra caratterizzata da un'ansa ipogea lunga diverse decine di metri. Alimentato da un bacino di circa due Km2, il torrente raccoglie i contributi di due rami principali, con portate estremamente variabili nel corso dell'anno. Durante le piene l'acqua invade gran parte del sentiero che percorre il fondovalle, mentre in estate può capitare di risalirne il greto completamente asciutto.